Direzione Aziendale  NEWS: Lampedusa: Un programma speciale per l'Isola (03/12/2013)  Iniziative
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UN “PROGRAMMA SPECIALE LAMPEDUSA” PER FORNIRE RISPOSTE IMMEDIATE ALLE EMERGENZE E GARANTIRE UN’ASSISTENZA SANITARIA ADEGUATA AI RESIDENTI ED AGLI IMMIGRATI

E’ STATO PRESENTATO DAL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’ASP DI PALERMO, ANTONINO CANDELA

            “Il ‘modello Lampedusa’ per l'assistenza sanitaria è stato considerato “un'eccellenza” dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ma la tragedia del 3 ottobre scorso in cui sono morti a mezzo miglio dalla costa 366 immigrati, ha imposto una riflessione ed una ‘rivisitazione’ del progetto realizzato nell’isola dall’Asp di Palermo”. Lo ha detto il Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria, Antonino Candela, nel suo intervento all’incontro organizzato a due mesi dalla tragedia di Lampedusa dal tema “La Medicina umanitaria e delle immigrazioni, il contributo del Servizio sanitario nelle emergenze: aspetti critici e prospettive”. All’incontro hanno partecipato tra gli altri il Sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, l’Acrivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennini, il Vescovo di Ma zara del Vallo, Domenico Mogavero ed il Responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa, Pietro Bartolo.

            “Non possiamo affidare stati di emergenza che periodicamente si verificano a Lampedusa solo all'encomiabile spirito di abnegazione di operatori come il responsabile del Poliambulatorio, Pietro Bartolo” ha spiegato il Commissario straordinario dell’Asp di Palermo, Antonino Candela, presente sul Molo Favaloro la mattina del 3 ottobre quando medici ed infermieri dell’Azienda prestarono soccorso ai 155 sopravvissuti al naufragio. “I tempi – ha sottolineato Candela  -  ci impongono di strutturarci  in maniera tale da essere sempre pronti ad intervenire con professionalità adeguate che stiano stabilmente nell’isola. Per questo motivo, seguendo le indicazioni del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, e dell’Assessore alla Salute, Lucia Borsellino, è stato realizzato un ’Programma speciale Lampedusa’ che sia in grado di dare risposte immediate alle eventuali emergenze, ma anche di garantire nel quotidiano un'assistenza sanitaria adeguata ai residenti ed agli immigrati”.

            Lo scorso anno a Lampedusa furono 69 gli sbarchi per un totale di 5160 immigrati, ma il fenomeno è in crescita come confermano i dati al 4 ottobre scorso: 132 sbarchi per un totale di 12.347 persone.

            “Il Programma speciale Lampedusa – ha spiegato Candela – ci consentirebbe di uscire dalla logica dell’emergenza proiettando il nuovo assetto organizzativo verso il potenziamento stabile e strutturale dei servizi esistenti. Un modello funzionale sia alle esigenze della popolazione immigrata che a quella residente (oltre 6 mila abitanti che diventano 15-20 mila in estate, ndr)”.

            L’Asp di Palermo con il suo personale attualmente si occupa dell’assistenza agli immigrati sin dal loro sbarco nell’isola garantendo triage, visite specialistiche, osservazione ed approfondimento diagnostico di laboratorio e radiologico, erogazione di terapie, compresi interventi di Rianimazione ed eventuale uso di Camera iperbarica.

            Il “Programma speciale Lampedusa”, già approvato dalla Regione siciliana, prevede la creazione di due strutture (tecnicamente si chiamano Unità Operative Semplici): una di Medicina Umanitaria e delle Immigrazioni (MUI) ed una di Specialistica Ambulatoriale e Diagnostica (SAD). Un programma che necessita da parte del Ministero della Salute di una deroga al blocco sui concorsi perché ci sarebbero da assumere ginecologi, pediatri, infermieri, psicologi, assistenti, sociali e mediatori culturali.

            Nell’Isola in questo momento è, ad esempio, presente solo un ginecologo in missione 2 giorni a settimana e nei periodi non coperti assicura la propria disponibilità il responsabile del Poliambulatorio, Pietro Bartolo, specialista in ginecologia.  “Una tale organizzazione – ha concluso Candela -  consentirebbe anche un risparmio considerato che non ci sarebbe più la necessità di inviare personale in missione da Palermo a Lampedusa”.

            Ad inizio dei lavori, è stato proiettato il video dal titolo “Mai più morti nel Mediterraneo” realizzato dall’Asp di Palermo con immagini inedite della tragedia. Presente all’incontro, anche il pescatore Domenico Colapinto che, a bordo della motonave Angela C, il 3 ottobre scorso salvò 18 immigrati, tra cui Kebrat, la giovane somala che inizialmente era stata data per morta. 

N.R.

Palermo 3 dicembre 2013


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