Il Direttore generale dell’Asp di Palermo, Alberto Firenze: “Piena solidarietà a Davide Faraone e alla sua famiglia”

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"Contro i pregiudizi servono cultura, senso civico e formazione”

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22 Agosto 2026

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PALERMO 22 AGOSTO 2026 – “Ho letto le parole di Davide Faraone e sento di esprimere a lui, a Rosi Pennino e a Sara, anche a nome dell’intera ASP di Palermo, vicinanza e solidarietà. Le parole che ha scelto per raccontare sua figlia Sara sono una testimonianza di amore, dignità e forza”.

È quanto afferma il direttore generale dell’ASP di Palermo, Alberto Firenze, intervenendo dopo la lettera pubblicata da Faraone sul Corriere della Sera in risposta agli insulti rivolti sui social alla figlia Sara.

“Nessuna persona dovrebbe essere costretta a spiegare perché è felice, perché sorride, perché va al mare o perché vuole condividere una fotografia della propria vita – continua Firenze – ancora meno una famiglia che ogni giorno affronta il percorso della disabilità dovrebbe sentirsi giudicata o invitata a vivere la propria felicità in silenzio”.

Il direttore generale ricorda anche l’impegno dell’ASP Palermo attraverso la UOC Disturbi dello Spettro Autistico, che assicura percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi, attività di follow-up, interventi per l’inclusione scolastica e azioni di integrazione con i servizi territoriali, rivolgendosi a persone di tutte le fasce d’età.

“La nostra Azienda ha il dovere di esserci, non soltanto attraverso le prestazioni sanitarie, ma anche attraverso la capacità di ascoltare le famiglie e accompagnarle nei percorsi più complessi – aggiunge Firenze – proprio quest’anno abbiamo compiuto un ulteriore passo per ampliare la rete dei trattamenti riabilitativi dedicati all’autismo, attraverso un albo aziendale di enti e professionisti qualificati per interventi specialistici, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e ridurre i tempi di attesa”.

“Come istituzione sanitaria – conclude Firenze – abbiamo la responsabilità di contribuire, attraverso i servizi e l’attenzione alle persone e alle famiglie, a costruire una società civile nella quale ogni persona possa essere accompagnata, curata, inclusa e soprattutto riconosciuta per quello che è: una persona, prima di ogni diagnosi. Contro i pregiudizi servono cultura, senso civico e formazione”. (nr)

Ultimo aggiornamento: 22/08/2026, 10:50

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