Sanità militare: Verso il corpo unico, vertice tra USMIA e la Direzione generale dell’Asp

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Al centro del confronto l'integrazione strutturale con il Servizio Sanitario Nazionale e le sinergie territoriali in vista dell'avvio del 1° gennaio 2027

Data:

29 Ottobre 2026

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PALERMO 29 OTTOBRE 2026 – Si è tenuto nella sede dell’ASP di Palermo in via Giacomo Cusmano 24, un incontro istituzionale di alto profilo tra il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Provinciale, Prof. Alberto Firenze e una delegazione dell’associazione sindacale militare USMIA Interforze Sicilia, guidata dal Segretario Regionale Esercito Sicilia Roberto Peretti.

Al centro dell’agenda, l'analisi applicativa e le ricadute operative del Decreto Legislativo 3 aprile 2026, n. 74, il provvedimento che riforma radicalmente il Codice dell'ordinamento militare e istituisce ufficialmente il nuovo Servizio Sanitario Militare Nazionale (SSMN) e il Corpo Unico della Sanità Militare, che diventerà pienamente operativo a partire dal 1° gennaio 2027.

*I cardini della riforma*

Il nuovo modello archivia la storica frammentazione dei corpi sanitari di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, superando il vecchio IGESAN per istituire la nuova Direzione della Sanità Militare. L'architettura della riforma prevede:

Unicità e continuità: il confluire di tutto il personale sanitario (medici, psicologi, infermieri, sottufficiali e graduati) in un unico corpo interforze;

Governance: una direzione di vertice affidata con incarico triennale a ufficiali generali del corpo o a dirigenti civili di altissimo profilo, direttamente dipendenti dal Capo di Stato Maggiore della Difesa;

Dual use e territorio: l'apertura strategica alle sinergie con il Servizio Sanitario Nazionale, l’assistenza integrativa estesa a famiglie e veterani, e l'utilizzo duale delle strutture sanitarie attraverso convenzioni mirate con le Aziende Sanitarie Locali.

*Il tavolo tecnico e le prospettive locali*

La delegazione sindacale ha affrontato con i vertici dell'ASP un'analisi dei punti di forza e delle possibili criticità applicative della riforma sul territorio siciliano, tracciando le linee guida concettuali per una reale compenetrazione tra presidi militari e strutture sanitarie locali.

All'incontro hanno preso parte i dirigenti sindacali di USMIA Esercito: Danilo Silvestri, Valentino Frisella, Fabio Fassari, Carmelo Lo Verdi, Salvo Vecchio e Nunzio Mannino, unitamente a una delegazione di USMIA Carabinieri, a Daniele Vella dipendente ASP e Vicesindaco di Bagheria e al Direttore dell'UOC Bilancio e Programmazione Giovanni Taverna, a testimonianza della valenza istituzionale e sociale che il raccordo tra sanità pubblica e militare riveste per l'intera area metropolitana.

L'incontro di oggi segna un passaggio strategico fondamentale per il territorio palermitano: la riforma della Sanità Militare non rappresenta soltanto un efficientamento organizzativo della Difesa, ma si consolida come un'opportunità concreta di integrazione socio-sanitaria locale. Trasformare la cooperazione tra strutture militari e Servizio Sanitario Nazionale in convenzioni operative sul territorio permetterà di ottimizzare le risorse, abbattere le liste d'attesa e garantire un'assistenza capillare e di eccellenza sia al personale delle Forze Armate e alle loro famiglie, sia all'intera cittadinanza.

Ultimo aggiornamento: 29/10/2026, 07:31

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